25 Aprile alla redBit Game Jam: sviluppare videogiochi in libertà

Mentre Roma si godeva un non troppo assolato anniversario della Liberazione affollando i vari ristoranti e parchi o prendendo d’assalto le manifestazioni celebrative, c’era un manipolo di eroi che ha deciso di passare il 25 Aprile in un modo davvero particolare: jammando! Jammche? Si, jammando, e non a tempo di ritmo e beat bensì a tempo di “bit” che, nonostante la stessa pronuncia, vuol dire qualcosa di profondamente diverso; celebri sono le jam session musicali, soprattutto quelle di artisti importanti, così come stanno diventando famosissime le Jam di programmatori come appunto l’evento tenutosi negli uffici redBit games il 24, 25 e 26 Aprile.

Stiamo parlando della prima redBit Game Jam!

Sulla scia degli eventi più famosi, come la Global Game Jam che si tiene anche nel nostro paese ormai da qualche anno, redBit games ha voluto organizzare la sua personale jam per permettere ad alcuni giovani programmatori/grafici/sound designer provenienti da tutta Italia di incontrarsi, conoscersi e sviluppare insieme, in sole 48 ore, un videogioco per smartphone o tablet. L’idea, venuta al CEO della società Massimo Guareschi che ha convinto i suoi soci a lasciargli utilizzare l’ufficio per scopi non del tutto lavorativi, cioè per una piccola invasione di entusiasmo, quello delle circa 30 persone che hanno “okkupato” tavoli, pavimenti e connessione ad internet dell’azienda per una 48 ore di sviluppo. Da Trieste alla Puglia, passando per i jammisti Romani, la risposta della community italiana a questo evento è stata a dir poco eccellente: non ci aspettavamo così tante persone, non ci aspettavamo così tante idee, non ci aspettavamo così tanta voglia di lavorare, di emergere, di creare!

Ma andiamo con ordine. L’evento si è aperto con una pizzata generale dopo l’arrivo dei partecipanti negli uffici redBit games. Riempita la pancia era ora di riempire le teste… non ce la siamo però sentita di organizzare uno speech con tanto di slide powerpoint, per presentare chi è redBit games (potete leggerlo, in inglese, qui), il nostro lavoro, ecc ecc. Abbiamo preferito un discorso a braccio, semplice e conciso (neanche 5 minuti) per presentare l’evento e il tema della stesso, cioè Over The Edge (Oltre il limite). In sintesi? Siete qui per jammare, ora scatenate l’inferno! Pochissime regole: non formate team più grandi di 4-5 persone perché sennò non combinate niente, sviluppate un gioco per smartphone con qualunque ambiente di sviluppo, aiutatevi tra di voi e soprattutto cercate di divertirvi. E così è stato!

Pizza di bencvenuto!

Programmare a pancia vuota… sarebbe stato impossibile!

Dai feedback che abbiamo sembra proprio che la redBit Game Jam fosse un evento che mancava nel panorama italiano (prendiamo mezza riga per vantarci anche del fatto che non abbiamo trovato traccia, anche a livello global, di simili jam pubbliche organizzate in uffici di grandi società): siete stati tutti davvero entusiasti e nel nostro questionario di valutazione abbiamo ricevuto ben l’86% di “cinque stelle” e nella parte finale, cioè “Se hai ulteriori commenti puoi aggiungerli qui sotto”, gli unici commenti registrati sono stati “Fatela più spesso“, “Bella iniziativa, riproponetela appena possibile” “Grazie ragazzi” e un incisivo “GG“, che è chiaramente il nostro preferito (in verità c’è stato anche un “7.8/10 too much salsicce” di cui ignoriamo il significato recondito).

Evitando di continuare a sbrodolarci con i vostri complimenti che, lo ripetiamo, ci hanno fatto davvero molto piacere e ci spingono ad andare avanti con il nostro lavoro (si, lo diciamo ufficialmente, ci sarà un’altra redBit Game Jam, non iniziate a chiederci quando però 😉 ), passiamo alla mera cronaca pseudo calcistica di quest’evento.

Calcio d’inizio, minuto 1. Neanche il tempo di digerire la pizza e il discorso di apertura che tutti sono già pronti a scambiarsi opinioni, chiacchere e formare i team di lavoro. Complice la bella serata e la luna piena l’innamoramento scatta subito e, grazie alla collaborazione di tutti (ad esempio degli Sleeping Volcano che erano venuti in 7 ma si sono divisi in due team), si formano sette squadre ed ognuna ha a disposizione un bel tavolone per lavorare. Andiamo a conoscerle nel dettaglio con qualche foto.

Il team Sleeping Volcano si era diviso in Goblinka + Unknown

Il team Sleeping Volcano si era diviso in Goblinka + Unknown

Questa foto rappresenta due dei team presenti, entrambi costole degli Sleeping Volcano + alcune importanti aggiunte conosciute sul posto.
Si tratta dei Goblinka, cioè: Nicola (grafico, programmatore), Pasquale (programmatore, grafico), Luca (programmatore) e Alberto (Sound Designer, grafico). Il gioco da loro sviluppato si chiama The Fedge un innovativo tower defense che aggiunge al classico gameplay di strategia del genere un elemento action che consiste nel dover “slidare” sui nemici per ucciderli. Hanno usato Unity 3D più C#.

L’altro team ritratto nella foto sono gli Unknown cioè Eugenio (programmatore), Raffaele (grafico), Roberto (grafico, animatore), Alberto (animatore, programmatore) e Matteo (grafico, programmatore) autori di Ultra Turbo Tiranno Inferno of Doom Over The Edge Edition (complimenti per il nome, ragazzi!); la storia è quella di un tirannosauro inferocito, in giro per una città, tutto in real 3D. Mangi un umano? Guadagni vita. Ti colpiscono i missili? La perdi. Insomma, siete pronti per il nuovo rampage? Anche loro hanno usato Unity 3D.

White Monkey

White Monkey

Ecco invece i White Monkey, Pietro (programmatore), Davide (programmatore) e Gianluca (grafico, programmatore). Loro sono stati autori di uno dei titoli più simpatici della jam, cioè TooLate. Il titolo è un richiamo alla parola Toilette: c’è un giovane a cui scappa la pipì, ma gli scappa davvero tanto. Farà di tutto per raggiungere il bagno prima del “disastro”: dare calci a scrivanie, schivare animali, ecc. In fondo, chi si è trovato in una situazione simile, si sarebbe comportato allo stesso modo! Contrariamente a tutti gli altri, l’ambiente usato per sviluppare TooLate è stato GML.

Ecco gli Italian Hobos

Ecco gli Italian Hobos

E’ ora il momento degli “sfocati”, in foto, Italian Hobos, lucidissimi invece per quanto riguarda il loro prodotto The Edge of Life. Alessandro (grafico, programmatore), Federico (programmatore), Luca (programmatore) e Lorenzo (sound designer) hanno dipinto invece un po’ di disperazione raccontando la storia di un uomo che viene costretto a buttarsi da un palazzo (addirittura dal giocatore). Ma non tutte le storie tristi devono per forza finire male, giusto? Infatti al voi l’arduo compito di attutire, con oggetti come materassi, la caduta del nostro eroe per portarlo a terra sano e salvo e soprattutto per battere il precedente record. Anche loro hanno usato Unity 3D. Curiosità: l’autore delle bellissime foto che vi stiamo proponendo militava proprio nel team degli Italian Hobos ed è AleVar (il terzo da sinistra) e si vede! Da cosa? Dal fatto che questa sia l’unica foto sfocata… visto che è stata realizzata da qualcun altro 😉

Dev Not

I Dev Dot

Ed eccoci arrivati ai Dev Dot, Francesco (grafico, animatore), Vincenzo (programmatore) e Simone (grafico, sound designer). Il loro gioco? Mmm più una tech demo davvero interessantissima di cosa si possa fare con la realtà aumentata. Me God è il titolo del prodotto che ci hanno presentato a fine jam e siamo davvero rimasti a bocca aperta nel vedere il nostro braccio trasformarsi in un animazione virtuale sotto gli occhi della telecamera dello smartphone. Roba da Johnny Mnemonic, credeteci! Sempre Unity 3D.

L'unico superstite, al momento della foto, dei Celia Lab

L’unico superstite, al momento della foto, dei Celia Lab

Penultimo team in gara, era il team Celia Lab che purtroppo in foto è più un single player che un multiplayer. Al momento dello scatto, infatti, Emanuele (programmatore) era già tornato verso casa mentre Luca (programmatore, grafico) si è comunque prestato ad essere immortalato. Il prodotto da loro sviluppato si chiama Rolling Cat, cioè un micione che ha mangiato davvero troppi croccantini per reggersi in piedi costretto a scivolare sulle superfici piuttosto che a camminare. Il compito del giocatore è quello calcolare bene la tempistica con la quale allontanare, tappando sullo schermo e generando delle onde d’urto, il felino dai mortali ostacoli. Indovinate cosa hanno usato? Si, proprio Unity 3D!

Ed ora veniamo ai vincitori. Ah già, ci sono stati dei vincitori. A fine Jam, quindi allo scadere del novantesimo minuto, l’arbitro ha fischiato la fine della partita e tutti i team si sono auto votati decretando il miglior prodotto della Jam. E sapete cosa succederà a questo gioco? Che la sua vita non si fermerà alle 48 ore passate insieme da questi splendidi ragazzi all’interno degli uffici redBit, ma verrà finalizzato e pubblicato, proprio con uno dei brand dell’azienda. Gli autori, quindi, potranno essere proiettati da una Jam a cui hanno partecipato per divertirsi ad una dimensione più professionale. E’ con orgoglio quindi che vi presentiamo…

Monkeys Jam

Monkeys Jam: cioè vincitori della redBit Game Jam qui ritratti con i soci di redBit games

… i Monkeys Jam! Pietro (Programmatore, Grafico), Eugenio (programmatore), Enrico (Programmatore), Francesco (grafico) e Francesco (sound designer). Nella foto ci sono anche i soci di redBit games (Francesco Comi, Gabriele Achler, Giordano Tomassorri e  Massimo Guareschi) mentre è assente Enrico. Il loro gioco, tutto in pixel art, si chiama Magic Carpet High Experience e parla dell’esperienza extrasensoriale avuta dal protagonista sul tappeto di casa: un viaggio psichedelico che lo porterà a sconfiggere orde di nemici improbabili, tra cui una prostituta vestita da nazista. Un gioco davvero divertente e sviluppato in maniera impeccabile da un team di persone che si sono conosciute alla Jam e che provenivano da diverse parti d’Italia, da Trieste a Salerno. Una bella pubblicità, davvero, per tutti coloro che credono nell’Italia che programma!

Con questo abbiamo finito il resoconto della due giorni romana, un evento che, come detto in apertura, abbiamo assolutamente intenzione di ripetere, magari correggendo tutti quei dettagli che non sono stati all’altezza del magnifico gruppo di persone che l’hanno reso assolutamente indimenticabile: cioè tutti voi partecipanti. Guardando l’entusiasmo con il quale sono stati affrontati da tutti voi due giorni di LAVORO, senza praticamente dormire, riesce difficile pensare ai problemi di occupazione che il nostro paese sta affrontando in questi anni. Sembrava che vi mancasse solo l’occasione per scatenare creatività, abnegazione, capacità di lavorare in team, pazienza, voglia di fare: tutte qualità che qualunque imprenditore sognerebbe di avere in ogni suo dipendente.

Il più grande applauso e ringraziamento, quindi, va proprio a voi jammers. Sarà però voi che la prossima redBit Game Jam sarà ancora più spettacolare!

Tutti i jammers, stranamente all'aperto ;)

Tutti i jammers, stranamente all’aperto 😉

P.S. Si ringrazia nuovamente AleVar per averci permesso di utilizzare le sue STUPENDE foto. Vi consiglio di visitare il suo Flickr: https://www.flickr.com/photos/alevar91/

P.P.S. La foto della pizza viene dal mio iPhone e si vede 😉

P.P.P.S. Qui sotto un’esaustiva gallery di immagini! Check it out!